....perchè si mangia per vivere , ma a volte è bello anche vivere per mangiare....e cucinare , ovviamente !!!!!!
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lunedì 2 febbraio 2015
PANE CON FICHI, NOCI E...LIEVITO MADRE!!
A volte ritornano...sì, eccomi qui...non sono scomparsa di nuovo...!!
E anzi torno con un' amica in più, mia e anche vostra, spero...il lievito madre!
Come dite?! E' la moda del momento?! Non si parla d'altro?! C'è in giro una specie di fissazione esistenziale per questo tipo di lievito?!
Avete ragione..ma c'è anche dell'altro...e, come in tutte le cose, l'essenziale è non trasformarsi in fondamentalisti: nel mio frigorifero convivono serenamente i cubetti di lievito di birra e il barattolo con il lievito madre; la pizza mi capita di farla con un metodo oppure con l'altro, a seconda del tempo che ho a disposizione.
Il mio lievito è nato il 4 Aprile 2014: l'ho autoprodotto, ovvero l'ho fatto nascere io semplicemente con acqua,farina e una punta di miele...ne sentivo parlare da tempo, avevo letto già parecchio a riguardo ed ho deciso di buttarmi in questa avventura.
Gli inizi non sono stati semplici, ci vuole una buona dose di pazienza e altrettanta tenacia, ma alla fine le soddisfazioni arrivano, eccome se arrivano!!
Il web è pieno di siti, video e tutoria sul lievito madre, su come farlo nascere e crescere e come utilizzarlo: sicuramente io tornerò sull'argomento, e magari ne approfondirò gli aspetti più interessanti e/o problematici.
Questo pane è una delle mie ultime "creature": una meraviglia in accoppiata con i formaggi stagionati...ma anche mangiato da solo mi ha riempita di orgoglio...!!!
Lo spunto me l'ha dato un libro, "Come si fa il pane" di Emmanuel Hadjiandreou, di cui vi avevo già parlato qui e qui, io poi ci ho messo del mio ;-)
PANE CON FICHI, NOCI E LIEVITO MADRE
Ingredienti:
200 gr di farina per pane (per me Petra 1)
90 gr di farina integrale (per me Petra 9)
40 gr di farina di segale integrale
100 gr di fichi secchi, a pezzetti
60 gr di noci, a pezzetti
100 gr di lievito madre solido rinfrescato e pronto all'uso
7 gr di sale
1 cucchiaino di malto d'orzo
250/270 gr di acqua
Procedimento:
Nella ciotola della planetaria versare le farine e 220 gr di acqua, mescolare grossolanamente con una forchetta e lasciare riposare per circa un'ora (autolisi).
Trascorso questo tempo aggiungere il lievito, i fichi, le noci, il malto e altri 30 gr di acqua e cominciare a lavorare il composto con il gancio ad uncino a velocità minima.
Aumentare fino a velocità 1, aggiungere se necessario ancora una minima quantità d'acqua ed il sale e continuare a lavorare l'impasto fino a che non si aggrappi completamente (o quasi) al gancio (ci vorranno all'incirca 7/8 minuti): non lavorarlo troppo per non riscaldarlo.
Trasferirlo in una ciotola cosparsa di semola e farlo riposare all'incirca mezz'ora, poi procedere con le cosiddette "pieghe in ciotola": sollevare una parte dell'impasto che si trova lateralmente e portarla verso il centro e premere, ruotare leggermente la ciotola e ripetere l'operazione fino a che non si completa per tutto l'impasto.
Lasciare riposare venti minuti e ripetere, in tutto per tre volte.
Alla fine lasciare riposare l'impasto nuovamente una mezz'ora, quindi coprire bene la ciotola con la pellicola e mettere in frigorifero (in questo modo l'impasto matura e comincia, seppur a rallentatore, la lievitazione).
Il pit stop in frigorifero dovrà durare all'incirca 8/10 ore, trascorse le quali è necessario far acclimatare l'impasto a temperatura ambiente per un paio di ore.
A questo punto cospargere il piano di lavoro con pochissima semola, trasferirci l'impasto e allargandolo delicatamente con le mani dare la forma di un rettangolo con il lato più lungo parallelo a voi.
Dividere mentalmente il rettangolo in tre rettangoli più piccoli e sovrapporre i due rettangoli più esterni a quello centrale, e ripetere la sovrapposizione a tre anche una volta ottenuto un unico rettangolo stretto.
Decidere la forma da dare al proprio pane: se rotonda non resta che pirlare per bene l'impasto e trasferirlo in una ciotola foderata con un canovaccio cosparso di semola, se invece l'idea è quella di ottenere un filoncino è necessario allargare nuovamente l'impasto in modo delicato con le mani e poi arrotolarlo accompagnando i movimenti con un massaggio dei palmi delle mani in modo da dare la forma.
Anche in questo caso mettere a lievitare in un contenitore adatto foderato con un canovaccio cosparso di semola.
La lievitazione avrà una durata variabile, a seconda della temperatura dell'ambiente circostante: per facilitare il processo è opportuno mettere l'impasto nel forno spento chiuso, tutt'al più con la sola lucina accesa.
Sarà necessaria comunque qualche ora.
Quando l'impasto sarà raddoppiato (fare la prova premendo con un dito: se l'impronta non rimane perché l'impasto torna al suo posto è ora di infornare!) scaldare il forno a 225°(scaldare anche la teglia su cui andrà cotto il pane e un piccolo contenitore posto sul fondo del forno.)
Quando il forno avrà raggiunto la temperatura traslocare con estreme delicatezza il pane sulla teglia rovente cosparsa di semola, e versare un paio di bicchieri di acqua fredda nel contenitore sul fondo.
Cuocere per 10 minuti, poi abbassare 200° e continuare la cottura per un altro quarto d'ora.
Togliere il contenitore con l'acqua. Portare la temperatura del forno a 190° e terminare di cuocere il pane (saranno necessari altri 15 minuti).
Infine abbassare ancora la temperatura portandola a 140° e infilare un cucchiaio di legno tra il forno e lo sportello, in modo che rimanga un po' aperto: continuare così per una decina di minuti in modo che il pane perda la residua umidità e si asciughi.
Far raffreddare su una gratella, possibilmente in posizione verticale (appoggiandolo ad una bottiglia o ad un elettrodomestico o semplicemente al muro).
N.B.
Apparentemente è tutto molto complesso, ma soltanto perché magari è la prima volta che vi avvicinate alla panificazione o più semplicemente perché io non riesco a spiegarmi al meglio...per cui, per qualunque tipo di dubbio o domanda, anche la più sciocca, sono a vostra disposizione, qui o sulla pagina Facebook di Mariintkitchen...
martedì 18 febbraio 2014
PANE AL BURRO CON SEMI DI PAPAVERO E FICHI SECCHI
Per la serie "diamo un senso a tutti i libri di cucina che occupano completamente la libreria del soggiorno" qualche giorno fa ho sperimentato una ricetta tratta dal libro di Sara Papa "Tutta la bontà del pane".
Così come è facile comprendere dalle foto il risultato è stato davvero soddisfacente: ne è venuto fuori un pan brioche morbido e profumato, arricchito da un ripieno intrigante e singolare...
Nessun appunto da fare, nè variazione al procedimento indicato dall'autrice, per cui riporto fedelmente la ricetta.
PANE AL BURRO CON SEMI DI PAPAVERO E FICHI SECCHI - RICETTA
da "Tutta la bontà del pane" di Sara Papa
Ingredienti:
Per la pasta:
400 gr di farina 00
10 gr di lievito di birra
100 gr di latte
1 cucchiaino di miele
3 uova
80 gr di burro
5 gr di sale
1 tuorlo
olio extravergine d'oliva
Per il ripieno:
120 gr di semi di papavero
250 gr di fichi secchi
3 cucchiai di miele di fiori d'arancio
la scorza di una arancia
85 gr di Passito di Pantelleria
Procedimento:
Preparare il lievitino: scioglere il lievito con il latte tiepido e fare un impasto morbido con 130 gr di farina; lasciar lievitare coperto con un canovaccio per circa 30 minuti.
Nel frattempo mettere i fichi tagliati a pezzetti ad ammorbidire nel passito, in modo che lo assorbano completamente.
Mettere i semi di papavero in una ciotola,coprirli di acqua bollente e farli riposare per 5 minuti, poi scolarli.
Trasferirli in un pentolino sul fuoco, aggiungere il miele e portare ad ebollizione: far cuocere almeno per 5 minuti.
Togliere dal fuoco e far raffreddare. Unire ai semi ormai freddi i fichi e la scorza grattugiata dell'arancia e amalgamare bene.
Sul piano di lavoro formare una fontana con la farina restante, mettere al centro le uova intere, il miele, il burro morbidissimo ed il sale, e aggiungere anche il lievitino.
Impastare fino ad ottenere un impasto omogeneo e morbido. Se l'impasto risultasse troppo secco aggiungere un altro po' di latte, viceversa utilizzare altra farina se risultasse troppo appiccicoso.
Porre l'impasto in una ciotola leggermente unta di olio, coprire bene con la pellicola e lasciar lievitare fino al raddoppio del volume.
Rovesciare la pasta ormai lievitata su un piano infarinato e stenderla a formare un rettangolo.
Spalmare il ripieno su tutta la pasta, arrotolarla e spennellare con acqua la linea di giuntura per farla saldare bene.
Porre il rotolo così ottenuto su una teglia rivestita di carta forno, con la giuntura rivolta verso il basso, e far lievitare per 15 minuti.
Spennellare con il tuorlo diluito con un po' di latte e leggermente salato.
Cuocere in forno già caldo a 180° per 30/35 minuti.
N.B.
E' possibile congelare il rotolo già tagliato in fettine monoporzione: si mantiene benissimo ed è sufficiente scaldarlo appena dopo averlo scongelato per ritrovarne morbidezza e fragranza ...
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giovedì 19 settembre 2013
SPAGHETTONI (BENEDETTO CAVALIERI) AL SUGO DI FICHI
Lo so che sono un "tantinello" in ritardo con la pubblicazione di questa ricetta, visto che siamo proprio agli sgoccioli del periodo dei fichi, ma ho pensato che fosse proprio un peccato privarvi anche quest'anno di questa delizia...
E sì, perchè anche la scorsa estate avrei voluto farvi partecipi di questo singolare primo piatto, ma poi per vari motivi ho desistito...quest'anno invece, pur avendo le foto pronte la colpa è stata solo della mia pigrizia...
Perdonatemi e utilizzate gli ultimissimi fichi che trovate al mercato (perchè ci sono ancora, lo so!) per sperimentare questa ricetta: io ancora una volta ( così come avevo fatto per gli spaghettoni con broccoli, guanciale e pecorino) ho utilizzato il formato di pasta che più amo tra i tanti proposti dal pastificio Benedetto Cavalieri...voi se proprio non potete fare altrettanto cercate di reperire comunque pasta artigianale di ottima qualità...sentirete la differenza!!!!!
SPAGHETTONI AL SUGO DI FICHI - RICETTA
(dosi per due persone)
Ingredienti:
200 gr di spaghettoni Benedetto Cavalieri
400 gr di polpa di pomodoro o salsa (meglio ancora se homemade)
oppure 2 barattolini di pomodorini dolci Mutti (una scoperta recente, fantastici!!)
12 fichi (bianchi o neri non ha importanza)
1 cipolla piccola (magari di Tropea...)
5/6 foglie di basilico
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale q.b.
Procedimento:
Affettare in modo molto sottile la cipolla e farla appassire nell'olio, unendo un paio di cucchiai di acqua per essere sicuri di non bruciarla.
Aggiungere la polpa di pomodoro (o la salsa, o i pomodorini) e una presa di sale e cuocere a fuoco moderato per circa un quarto d'ora.
Nel frattempo sbucciare i fichi (se siete sicuri della provenienzapotete strofinarli con un panno e lasciare la buccia, eliminando solo le eventuali parti rovinate) e dividerli in quattro parti.
Unire i fichi e le foglie di basilico al sugo e continuare a cuocere ancora mescolando di tanto in tanto per circa un quarto d'ora/venti minuti, aggiustando di sale.
Alla fine della cottura una parte dei fichi si sarà "sciolta", altri invece saranno rimasti a pezzettoni.
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata e condirla (fuori dal fuoco) con il sugo.
N.B.
Il piatto ultimato si può guarnire con la glassa di aceto balsamico: io di norma lo faccio, ma la fretta è sempre una cattiva consigliera e me ne sono completamente dimenticata mentre preparavo il piatto destinato ad essere fotografato!!
Se come me amate questi frutti (e io per 15 giorni in Puglia ho avuto la possibilità di mangiarli sempre freschi e provenienti dagli alberi del mio giardino grazie a mio padre che pazientemente li raccoglieva!!) non potete non provarli in questa veste alquanto insolita...e ve lo dice una persona che fino a qualche anno fa considerava la frutta un ingrediente esclusivo delle macedonie o al più dei desserts....!!!! ;-))
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